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20 anni con Aprile: Walter Garattoni, Managing Director di Aprile Argentina

  • 9 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 4 giorni fa



Quest’anno in Aprile festeggiamo un traguardo importante insieme a uno dei nostri leader di lungo corso. Walter Garattoni, Managing Director di Aprile Argentina, ha recentemente celebrato i suoi 20 anni in azienda. In queste due decadi ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Aprile in Argentina e nella crescita internazionale del gruppo. In questa intervista racconta la sua esperienza, le sfide affrontate e i valori che lo hanno accompagnato in questo percorso.


Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo percorso in Aprile?


Vent’anni fa sono stato chiamato per contribuire alla crescita del business di Aprile in Argentina e per sostenere l’apertura delle filiali Aprile in Asia. È successo tutto molto velocemente, sembra ieri!


Guardando a questi 20 anni in Aprile, qual è stato il momento di cui vai più fiero?


Uno dei momenti di maggior orgoglio è stato riuscire a portare a termine la missione per cui ero stato assunto: creare un dipartimento commerciale capace di cogliere tutte le opportunità offerte da Aprile, non solo dall’Italia ma da tutto il mondo, generando importanti volumi di esportazione. Ricordo anche con grande affetto quando mi fu affidata la responsabilità di continuare, come Direttore, il lavoro del Capitano Mauro Iacomini, che aveva guidato la rifondazione di Aprile in Argentina.


Com’è cambiato il settore della logistica dal tuo arrivo e come si è adattata Aprile in Argentina?


Il mondo è cambiato radicalmente, così come il business e i modi di raggiungere i clienti. Sono state sfide enormi che abbiamo saputo comprendere in tempo per non rimanere indietro. L’Argentina, in particolare, è molto dinamica, con numerosi governi che hanno modificato drasticamente l’orientamento economico. È stata davvero una sfida fuori dal comune.


Cosa ti piace di più del tuo lavoro in Aprile e della guida del team argentino?


Aprile è un’azienda che ti accoglie, che ti fa sentire parte della famiglia. Il lato umano è sempre presente, senza dimenticare che si tratta di una multinazionale. Io qui mi sento a casa. Abbiamo costruito un ambiente di lavoro in cui tutti si sentono a proprio agio e trovano un vero senso di appartenenza.


C’è un progetto o una sfida che ti ha insegnato qualcosa che ancora oggi porti con te?


I processi di inflazione e svalutazione in Argentina, insieme alla pandemia di Covid-19, sono state situazioni estreme che fortunatamente siamo riusciti a superare. Nessuno le aveva previste, eppure non abbiamo dovuto licenziare nessun collaboratore. Entrambi i momenti sono stati drammatici, ma una volta superati, credo valga il detto che nessun mare calmo ha mai fatto un marinaio esperto. Oggi sono ricordi, ma hanno sicuramente lasciato un segno in ognuno di noi.


Che consiglio daresti ai giovani colleghi che iniziano ora la loro carriera in Aprile?


Prima di tutto direi loro: benvenuti in un’azienda che vi offrirà la possibilità di imparare e poi vi permetterà di crescere. Sta a voi diventare la vostra versione migliore. E come diceva mio nonno: se il tuo compito è spazzare il pavimento, sii il migliore a farlo!

 
 
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